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OLIVETTI COMPUTER PROGRAMMA 101 - NASA

Le foto sono state scattate nell’agosto 1969, ma già dal 1966 la Olivetti Underwood, consociata americana della Olivetti, aveva fornito i microcomputer alla Nasa, che li aveva poi utilizzati anche per le esigenze della missione Apollo 11, quella che nel luglio 1969 portò l’uomo per la prima volta sulla luna. La P101 venne utilizzata come strumento di calcolo nella preparazione delle varie fasi del viaggio, dalla compilazione delle mappe lunari alla scelta della località di allunaggio, alla traiettoria del viaggio.

The Italian Olivetti Programma 101 computer is used by NASA for the Apollo missions calculations.

(Fonte: storiaolivetti.it)

Il 16 luglio 1969 partiva dal John F. Kennedy space center la missione spaziale Apollo 11, la prima a portare gli uomini sulla Luna.

La navicella, con a bordo gli statunitensi Neil Armstrong, Edwin Eugene Aldrin jr (detto Buzz) e Michael Collins, arrivò sulla Luna il 20 luglio. Armstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore dopo l’allunaggio, e trascorse due ore e mezza al di fuori della navicella. Lui e Aldrin raccolsero 21,5 chili di materiale. Collins rimase in orbita pilotando il modulo di comando che riportò gli astronauti sulla Terra. La missione terminò il 24 luglio, con l’ammaraggio nell’oceano Pacifico.

In questa foto: l’equipaggio dell’Apollo 11, il 1 maggio 1969. Da sinistra a destra: il comandante Neil Armstrong, il pilota del modulo di comando Michael Collins e il pilota del modulo lunare Edwin Eugene Aldrin.

(Fonte: internazionale.it)

It’s a Small World at the New York World’s Fair 1964

Al padiglione Unicef risuonava “It’s a small world”, motivetto cantilenante composto dai fratelli Robert e Richard Sherman, premi Oscar per la colonna sonora di quel “Mary Poppins” (1964). La canzoncina accompagnava i visitatori in un giro del mondo in miniatura che simboleggiava una Terra di pace e fratellanza. Lo stesso meraviglioso pianeta, quasi come la Disneyland in cui fu traslocata l’attrazione nel 1966, che si immaginava sarebbe stato generato da reti di comunicazione sempre più interconnesse in un futuro dominato dalla tecnologia.

Futurama - 1964 - parte seconda

"Era normale anche la disinvoltura con cui si passava dalla Luna alla Terra: dopo qualche minuto scendemmo subito in Terra. Anzi sott’acqua, nel mare. Nel mare c’erano alberghi, sale da ballo, campi da tennis, acquaporti, ospedali, grattacieli, villette intorno alle quali i pesci nuotavano per non farci rimpianger gli uccelli o piante marine crescevano per non farci rimpianger l’erba. E intanto passavano sottomarini a forma di treni, di tassì, di auto da corsa, di bus. Una normale città negli abissi. La voce del commentatore tuonò:
'Il mare. Tre quarti della Terra giacciono nelle oscure profondità del mare. Un mondo d'acqua che finora non abbiamo sfruttato ma che è fonte di ricchezza infinita, nutrimento infinito, e può sostenere una popolazione pari a sette volte quella terrestre. Andiamoci dunque coi treni sottomarini, viviamoci dunque in case sottomarine, spostiamoci in automobili e tassì sottomarini: per i nostri weekend ecco l'albergo Atlantis, un incanto di comodità riunite nei giardini del mare'.
"Saltammo fuori dall’acqua, fummo all’Equatore. Rugiadose foreste ci avvolsero: tra uno svolazzare di uccelli, uno strillare di scimmie penzolanti a liane, un profumo sano di erba e di fiori. Stupende orchidee si gonfiavano al sole, dolci banane maturavano in grappoli d’oro. E un mostruoso bulldozer, avanzando con apocalittiche falciate di morte, tagliava quel paradiso: per costruirvi città.

http://icloud-nine.tumblr.com/post/90457145644/futurama-1964-nel-1964-la-mostra-futurama

Futurama - 1964

Nel 1964 la mostra Futurama, simile alla precedente ma aggiornata, fu nuovamente allestita a New York durante un’altra Fiera Mondiale, e descritta da Oriana Fallaci nel celebre libro Se il sole muore. Ecco cosa scrisse ne Se il sole muore: “A prima vista sembrava un Tunnel dell’Amore, quello dove gli innamorati si abbracciano indisturbati nel buio. Era infatti un tunnel senza luce dove sedili allineati scorrevano lungo un tapis-roulant. Lo spettacolo si svolgeva ai lati sicché per seguirlo bisognava continuamente girare la testa come alle partite di tennis. Una voce lo commentava insieme a una musica eroica: Beethoven, mi pare, suonato sull’organo Hammond. Durava mezz’ora ed era continuo come le proiezioni di un film al cinematografo. “Il percorso incominciava in un cosmo luccicante di stelle mentre una voce fuori campo gorgogliava commossa: 'Benvenuti al viaggio nel futuro, un viaggio per tutti nell'ovunque di domani. Esploriamo insieme il futuro, un futuro di libertà e non di sogni: poiché ciò che vedremo è niente in confronto al domani del domani. Ecco, è già domani'. Su queste parole infatti partimmo e subito raggiungemmo la Luna che a destra era una palla di plastica sospesa nel vuoto e a sinistra un paesaggio di rocce su cui gli astronauti volavano con enorme cautela servendosi di cinture-razzo. Gli astronauti avevano le dimensioni dei burattini e tutto ovviamente era su scala ridotta: però molto presto si entrava nel gioco e tutto ridiventava normale.

(Fonte: fabiofeminofantascience.org)

Luna? Si, ci siamo andati!

Questo libro trova posto nella mia biblioteca a fianco del volume di Bill Kaysing (http://icloud-nine.tumblr.com/post/89774055534/la-teoria-del-complotto-lunare-appare-nei-media). Ancora oggi, nonostante le prove, alcuni sono convinti che l’uomo non possa essere in grado di andare e tornare dalla Luna. Mio nonno mi racconta che suo nonno diceva sempre: “L’uomo potrà fare di tutto ma non potrà mai volare”. Molti ritengono che gli egizi non potessero essere in grado di costruire le piramidi senza aiuti “alieni”. Il sottotitolo di questo libro dovrebbe essere: Se ci crediamo noi Uomini siamo capaci di qualunque cosa!

(Fonte: complottilunari.blogspot.it)

La teoria del complotto lunare appare nei media per la prima volta nel 1976 con il libro Non siamo mai andati sulla luna[3] (We Never Went to the Moon)[4], dell’americano Bill Kaysing in collaborazione con Rendy Reid.

Kaysing, laureato in lingua e letteratura inglese (Bachelor of Arts) presso l’Università della California meridionale;[5], dichiara di scrivere basandosi sulle proprie esperienze lavorative presso la Rocketdyne, un’azienda produttrice di motori a razzo. Il ruolo di Kaysing era però di supervisione nella stesura dei manuali tecnici, non progettuale, e terminò nel 1963, diversi anni prima delle missioni Apollo.

Nel suo libro, Kaysing afferma che la tecnologia degli anni sessanta non sarebbe stata sufficientemente avanzata da permettere un allunaggio con equipaggio; che la NASA, a causa della cattiva amministrazione di quegli anni, non avrebbe potuto ottenere il successo dichiaratamente ottenuto, e che la motivazione di NASA e Rocketdyne per fingere l’allunaggio sarebbe stata di natura economica.[6]

Secondo Kaysing, l’incaricato a girare i filmati delle missioni sarebbe stato il regista Stanley Kubrick, già famoso per gli effetti speciali nel suo film 2001: Odissea nello spazio. L’incarico gli sarebbe stato assegnato sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del fratello Raul col Partito Comunista. Queste affermazioni contrastano però con il fatto che Kubrick non ha mai avuto alcun fratello, ma solo una sorella minore, Barbara Mary, nata nel 1934. Il filmato dell’allunaggio sarebbe stato girato alla Norton Air Force Base di San Bernardino.

Quelle di Kaysing sono le prime affermazioni a carattere complottista sulle missioni Apollo ad essere pubblicate su un libro. Tali affermazioni sono ad oggi ritenute valide da alcuni sostenitori della teoria del complotto lunare.

Nel suo libro A Man on the Moon[7] pubblicato nel 1994, Andrew Chaikin sostiene che teorie del complotto sugli allunaggi circolavano già ai tempi della missione dell’Apollo 8, nel dicembre 1968.

 

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